Villa Spinola

Villa Spinola Restauro conservativo consolidamenti

Presentazione

Villa Spinola è un modello insolito di residenza seicentesca con profondo portico e doppio loggiato, tanto da rappresentare un unicum a Bussolengo e nell’intero territorio veronese. Sorge lungo la strada che dal capoluogo scende all’Adige, sul ciglione che domina la piana di Pescantina e i monti della Valpolicella. Oggi di proprietà comunale, un tempo la villa appartenne alle casate Bonanome, Giusti, Canossa, Portalupi e infine Spinola. Tra Cinque e Seicento vi soggiornarono personaggi del calibro di Anna Caterina Gonzaga, Margherita d’Austria ed Eleonora Gonzaga, promesse spose dirette alle corti imperiali di tutta Europa.

Il complesso architettonico attuale si sviluppò per fasi successive: il primo nucleo, del XV secolo, era composto dalla torre colombaia e dal fabbricato retrostante a est. A esso, nel XVI secolo, furono aggiunti il porticato meridionale, una prima loggia e un edificio rurale a ovest, mentre nel XVIII secolo tutto l’aggregato fu sopraelevato con l’aggiunta di un secondo loggiato e l’innalzamento della ‘colombara’. Nel XIX secolo il corpo agricolo a ovest fu ampliato e trasformato in residenza. Tutt’attorno era presente un rigoglioso parco, che a nord scendeva fino all’Adige.

In epoca fascista la villa fu acquisita dalla pubblica amministrazione e adibita a scuola. Nella conversione essa subì pesanti rimaneggiamenti, quali l’apertura di nuove finestre sul fronte nord e la drastica riduzione del parco per far posto all’impianto sportivo.

Vista l’importanza storica e culturale del complesso e il suo precario stato di conservazione, nel 2006 l’Amministrazione comunale decise di intervenire, inizialmente per consolidare le strutture portanti, ormai prossime al collasso, e in seguito per dare nuova vita ai suoi ambienti in un’ottica di fruizione pubblica.

Dal 2008 al 2010 un primo ciclo di interventi permise il consolidamento delle porzioni più antiche, mentre nel 2012 si procedette al restauro di alcuni saloni a piano terra. Con quest’ultimo intervento si riscoprirono gli antichi soffitti lignei decorati, gli intonaci cinquecenteschi, nonché pregevoli fregi e fasce affrescate.

Dettagli

Stato iniziale

Già all’inizio degli anni Duemila la villa versava in uno stato di conservazione alquanto precario, tanto da portare al crollo, nel 2004, di porzioni interne di solaio. I problemi più evidenti erano legati ai molteplici dissesti strutturali, evidenti soprattutto nelle angolate settentrionali, contraddistinte da ampie lesioni verticali a tutt’altezza.

Ulteriori problemi erano causati dall’umidità di risalita su murature e pavimenti, dovuti alla natura stessa delle fondazioni e dalla sostituzione, attorno all’edificio, dei terreni drenanti originari con terra organica. Anche i solai lignei mostravano sofferenza statica, avvallamenti, marcescenza delle testate e cedimenti localizzati; alcuni di essi erano già stati irrobustiti con rotaie ferroviarie di recupero.

Le murature, i serramenti e l’intradosso dei solai erano stati scialbati a più riprese; i pavimenti originali erano stati completamente sostituiti con materiali contemporanei e quasi ovunque erano stati montati controsoffitti in cartongesso. Alcune di queste ‘aggiunte’ occultavano le criticità strutturali che nel 2004 avevano dato inizio ai cedimenti.

Il Progetto

Già dalla fase preliminare, il progetto è partito dalla lettura della stratigrafia muraria della villa per identificare aggiunte e sottrazioni subite nei secoli, con l’obiettivo di conoscere l’importanza del manufatto e di preservare il valore documentario di ogni singolo frammento. A questa lettura si sono subito affiancate l’analisi storica (affidata a Pierpaolo Brugnoli) e una campagna di indagini sui materiali. Tali apporti hanno costituito la base del progetto di riqualificazione e valorizzazione culturale di villa Spinola.

Il progetto ha puntato alla rimozione delle aggiunte incongrue, al consolidamento e al risanamento generale, all’ottimizzazione degli impianti tecnologici e all’eliminazione delle partizioni interne, causa, queste ultime, della frammentazione delle antiche stanze.

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Il Cantiere

Tutti gli interventi messi in atto hanno adottato metodologie rispettose del valore storico e materico delle strutture, senza eliminarne o coprirne porzioni originarie. Inizialmente si sono rimosse gli impianti tecnologici del tardo Novecento. Si sono poi eliminate le aggiunte incongrue: partizioni interne, pavimenti e controsoffitti.

In seguito si è proceduto alla verifica dei solai lignei per valutare la necessità di puntelli a garanzia della sicurezza di strutture e lavoratori. A quel punto, a piano terra, si sono eseguiti vespai e drenaggi perimetrali in ciottoli lavati di fiume.

Valutato lo stato di deterioramento della struttura muraria, si è proceduto alla sottomurazione dell’angolata Nord-Est, al tamponamento delle finestre aggiunte in breccia nel Novecento e al consolidamento di tutte le murature lesionate o dissestate. Quest’ultimo intervento ha comportato la bonifiche murarie e l’utilizzo di barre metalliche incrociate o parallele lunghe alcuni metri, atte a legare nuovamente la muratura evitando l’impiego di scuci-cuci.
Diversamente, i solai lignei sono stati consolidati con il sistema costruttivo ‘legno su legno’.

Infine, sono stati restaurati i pilastri e le colonnine in tufo di portico e loggiati e si è eseguita una manutenzione straordinaria alle orditure di coperto, per ricucire – con viti autofilettanti al carbonio – i profondi cretti da ritiro e le torsioni delle travi lignee.

Come anticipato, alcuni anni dopo si è proceduto alla valorizzazione dei saloni del piano terra, attraverso il restauro dei soffitti lignei, di paramenti murari e intonaci antichi, di infissi e serramenti. In questa fase si sono scoperte ampie superfici affrescate con motivi ripetitivi e stemmi araldici, restaurate con cura per la pubblica fruizione.

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