Chiesa parrocchiale di San Nicolò

Restauro Conservativo chiesa architetti progetto cantiere

Presentazione

Situata a 450 metri di quota a margine dell’abitato di Monte, la chiesa parrocchiale di San Nicolò fu costruita attorno al 1836, in sostituzione di una più modesta cappella trecentesca, a lungo dipendente dalla pieve di San Giorgio Ingannapoltron.
La chiesa è in stile neoclassico a navata unica, conclusa da uno stretto presbiterio con nicchione absidale; i fianchi interni sono scanditi da semicolonne corinzie, che reggono il cornicione. Il soffitto è disegnato da un raffinato gioco di finte volte riccamente dipinte, al di sopra del quale è ordita la struttura di copertura, composta da capriate, arcarecci e correntini in legno, su cui poggiano pianelle in cotto e manto in coppi alla veneta.
La facciata, anch’essa in stile neoclassico, è interamente rivestita in lastre di pietra locale bianca.

Dettagli

  • Committente: Parrocchia di San Nicolò

  • Data: 2008-2010

  • Categorie: Restauri e consolidamenti

  • Luogo: Monte (frazione di Sant’Ambrogio di Valpolicella)

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Restauro Conservativo chiesa architetti progetto cantiere
Restauro Conservativo chiesa architetti progetto cantiere
Restauro Conservativo chiesa architetti progetto cantiere
Restauro Conservativo chiesa architetti progetto cantiere
Restauro Conservativo chiesa architetti progetto cantiere

Stato iniziale

Negli anni Ottanta, si appurò che la parrocchiale poggiava su masso fondale geologicamente instabile. Ciò determinava lo scorrimento a valle del sedime della chiesa e, di conseguenza, il movimento delle strutture murarie e della facciata. Il problema fu risolto eliminando le cause dello scorrimento del masso fondale attorno alla chiesa e impedendo il progredire dei cinematismi delle murature, che furono consolidate parzialmente.

A distanza di vent’anni la situazione era tornata critica: la mancanza di monitoraggio e manutenzioni aveva determinato estese infiltrazioni d’acqua piovana con compromissione di vaste porzioni di tetto e con inevitabili ripercussioni sulle finte volte interne e su quelle murature portanti già sconquassate in passato ma mai consolidate. Il quadro fessurativo si estendeva su tutte le murature comprese tra la facciata e le cappelle laterali, sia sul fianco est che ovest: profonde lesioni passanti, distinguibili sui paramenti interni ed esterni, procedevano verticalmente dal basamento fino alla gronda.

A tutto ciò, si aggiungeva il dissesto dell’arco in pietra della cappella est: fessurazioni orizzontali sulla muratura sostenuta dall’arco e lesioni verticali su reni e chiave. Quest’ultima risultava in buona parte svincolata dai conci limitrofi a causa dello stiramento dell’arco e dell’allontanamento dei suoi piani d’imposta, mettendo a rischio la statica della capriata soprastante. Il cedimento era intuibile anche dall’esterno, osservando la depressione del cornicione di gronda in corrispondenza della cappella.

L’origine di questo quadro di dissesti andava ricercato nello slittamento differenziato delle strutture murarie verso valle, ormai bloccato, ma che aveva causato la lacerazione delle murature. Ne conseguiva una generale precarietà statica dell’intero immobile, con rischio di collasso strutturale.

Il Progetto

STUDI E ANALISI

Sono state condotte analisi puntuali di tutte le strutture lignee, verificando lo stato di conservazione del legno e la tenuta degli appoggi. Si è effettuata anche una puntuale mappatura dei degradi riscontrati sulle murature.

CARATTERISTICHE DEL PROGETTO

Il progetto di consolidamento strutturale e restauro conservativo ha interessato il consolidamento delle strutture murarie e delle orditure di copertura, e il restauro dei paramenti interni. Tutti i prospetti esterni ed interni sono stati oggetto di un approfondito rilievo geometrico e materico, in modo da costituire la base per l’analisi dei materiali e del relativo stato di conservazione, e per permettere la definizione degli interventi conservativi più opportuni. Le orditure di copertura sono state rilevate nel dettaglio, in modo da individuare le diverse problematiche e localizzare gli interventi di consolidamento o di restauro.

Le scelte progettuali compiute sono state indirizzate al ripristino della funzionalità e al miglioramento antisismico dell’intero edificio, con l’obiettivo di sviluppare collegamenti e connessioni reciproche tra murature e orditure del tetto, in linea con le direttive ministeriali di settore.

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Restauro Conservativo chiesa architetti progetto cantiere
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Restauro Conservativo chiesa architetti progetto cantiere
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Il Cantiere

Gli interventi compiuti hanno riguardato la revisione di tutte le orditure lignee e il ripristino della continuità strutturale dell’intero edificio.

Per quanto riguarda le strutture lignee, si è proceduto con il lievo del manto in coppi e in lastre di pietra, delle tavelline in cotto e dell’orditura terziaria; verifica strumentale dello stato di conservazione delle orditure; consolidamento dei nodi di capriata con le metodologie più adatte a seconda dei casi affrontati; sostituzione degli elementi fortemente degradati e irrecuperabili con nuove travi lignee di analoga essenza, lavorazione, diametro e di ottima stagionatura; posa di nuovi correntini lignei, di tavolato battentato e in doppio strato incrociato; posa di guaina impermeabilizzante e di manto con coppi e lastre di recupero; sostituzione della lattoneria di raccolta e scarico delle acqua meteoriche; montaggio di linea vita a fune continua e ganci sottocoppo.

Per quanto concerne le strutture murarie, si è eseguito: il consolidamento delle lesioni murarie con iniezioni di calci additivate entro le cavità, ricucitura con barre incrociate in acciaio inox, cuci-scuci localizzati; il consolidamento dell’arco della cappella di San Nicolò, mediante la posa di una doppia raggiera di barre in acciaio all’interno dello spessore murario e per tutto lo sviluppo dell’arco; il consolidamento della muratura di gronda, attraverso la bonifica di una fascia muraria e la realizzazione di un cordolo in betoncino di calce-resistente. Ad integrazione di quest’ultima operazione, lungo la sommità est sono state inserite lunghe barre nervate in acciaio inox, poste in verticale e a cadenza regolare, necessarie a ripristinare e garantire la continuità strutturale.

Il rivestimento lapideo della facciata – in parte svincolato dalla muratura sottostante – è stato ricollegato mediante l’ausilio di piccoli perni in acciaio, inseriti previa perforazione e solidarizzati con resina epossidica.

Completati gli interventi strutturali, sono stati restaurati i paramenti interni, le semicolonne, il cornicione, le volte (laddove necessario) e il pavimento in pietra locale.

Fine Lavori

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